Il Gotha dell’enologia stiriana a Scuola di potatura in Friuli: il Metodo di potatura soffice messo a
punto dai due tecnici friulani Marco Simonit e Pierpaolo Sirch ed applicato con successo in una quarantina fra le principali aziende vinicole italiane varca quindi i confini e conquista i paesi di lingua tedesca. Le prime aziende ad adottarlo saranno Erich & Walter Polz, Gross, Sattlerhof, Tement, Winkler-Hermaden, tutte socie della più prestigiosa associazione di produttori stiriani, la STK - Steirische Terroir Und Klassikweingüter. A ruota, seguiranno produttori del Baden Wuttemberg e della Svizzera.
In Stiria la formazione non solo dei potatori, ma anche dei responsabili aziendali e degli stessi titolari, è iniziata quest’inverno e continuerà per 3 anni. L’équipe dei Preparatori d’uva li assisterà con tutors per verificare passo dopo passo la corretta applicazione del Metodo Simonit&Sirch che, intervenendo con potature soffici e mirate solo sul legno giovane, riduce l’insorgere di malattie nelle viti e permette addirittura di raddoppiarne l'età.
Per verificare sul campo quello che diventeranno in futuro i loro vigneti, i produttori stiriani – molto attenti alla conservazione del loro patrimonio viticolo- hanno fatto un viaggio studio in Friuli per vedere in prima persona i risultati del Metodo S&S nelle vigne delle aziende friulane, che lo hanno adottato da oltre 20 anni. Grande è stato l’interesse e importante lo scambio di esperienze con i produttori friulani.
“Per poter sfruttare ulteriormente la potenziale qualità dei nostri vigneti, abbiamo deciso con altre aziende del STK di cambiare radicalmente il tipo di potatura e ci siamo rivolti ai Preparatori d’uva, che hanno avviato da tempo con successo un percorso di grandissimo interesse - dice Willi Sattler, noto enologo, proprietario dell’omonima azienda stiriana, rinomata per il suo Sauvignon Blanc – In particolare, nella mia azienda siamo sempre alla ricerca di metodi sostenibili e rispettosi dell’ambiente per la vinificazione. In ciò rientra anche la potatura delle viti. In questo nuovo metodo, che stiamo adottando, vedo un altro passo avanti per migliorare la qualità dell’uva e quindi quella del vino. E’ un processo impegnativo, lo sappiamo, ma siamo assolutamente convinti della sua efficacia: non solo la vite deve essere potata in modo diverso rispetto agli ultimi 20 anni, ma anche i tralci vengono piegati in modo differente, la gestione della chioma cambia. I miei dipendenti che operano sul campo e io stesso verremo addestrati da un team di tutors e da loro accompagnati per tre anni. Ma a cambiamento completato, il nuovo metodo di potatura richiederà perfino meno lavoro del vecchio. E, nel tempo, la qualità dei nostri vini migliorerà.”




