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Feb 06th


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Italia batte Francia nel derby del formaggio

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Utilizzo un termine calcistico per rilevare un evento che si potrebbe definire storico; ossia la vittoria dell’Italia sulla Francia nella competizione casearia tra i due Paesi, considerando che dati ufficiali affermano che le esportazioni dei formaggi made in Italy sono aumentate del 10% in quantità nel mercato più nazionalista del mondo rodendo spazio sugli scaffali d’Oltralpe a Camembert, Brie, Roquefort ecc. Caci che, come sosteneva Charles De Gaulle, sono i prodotti più rappresentativi del Paese.

Lo conferma la Coldiretti sottolineando che la sconfitta è resa ancor più amara dalla dèbacle delle esportazioni di formaggi francesi in Italia con una riduzione media del 5%, che sale al 7% per il Brie, ciò sulla base dei dati Istat relativi ai primi 11 mesi del 2009.
Insomma si è registrata una significativa inversione di tendenza: i consumi di formaggi italiani Oltralpe hanno superato da noi, nel 2009, quelli francesi. Se buone performance si sono avute per l’intera produzione casearia nazionale, un contributo determinante a vincere il match è venuto dai due formaggi simbolo del tricolore, ossia il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano le cui esportazioni in quantità sono aumentate del 7% confermandosi i più apprezzati nel Paese transalpino.

La sfida tra Italia e Francia nella produzione casearia ha radici lontane e se il già citato De Gaulle si chiedeva come governare la Francia che ha più formaggi che giorni nel calendario, la situazione attuale non gli sarebbe parsa certamente più facile in ltalia che di formaggi tradizionali censiti dalle Regioni ne ha ben 460. A questi si aggiungono i 37 a denominazione di origine protetta (Dop) riconosciuti dalla Ue dove però, giusto riconoscerlo, la Francia è in netto vantaggio con 45 riconoscimenti.

Il successo nei confronti dei concorrenti francesi non ha tuttavia migliorato la situazione degli allevatori italiani che stanno affrontando la più grave crisi degli ultimi 20 anni per effetto dei prezzi riconosciti alla stalla che non coprono i costi di produzione e rischiano di portare alla chiusura migliaia di aziende. Colpa nostra, precisamente sia per l’incapacità di fare lobby laddove è necessario, e dei perversi meccanismi che governano la filiera.

Si tratta del risultato di due gravi incapacità che danneggiano l’agricoltura italiana: quello del mancato valore aggiunto per effetto delle speculazioni lungo la chilometrica filiera e quello dei taroccamenti dei prodotti spacciati come italiani ma che nulla hanno a che vedere con il territorio nazionale.

La lotta all’agropirateria internazionale è peraltro una battaglia comune ed è lunga la lista dei formaggi italiani e francesi oggetto di truffa. Per l’Italia riguarda in particolare il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il Provolone, l’Asiago, il Gorgonzola, la Fontina e i Pecorini Romano, Sardo e Toscano; i più imitati formaggi dei nostri “cugini” sono il Roquefort, il Mont D’or, il Cantal, il Munster, il Neufchatel, il Reblochon, il Brie e il Camembert.
Per ora accontentiamoci di questo 1 a 0, in seguito si vedrà.