Mi è caduto un mito. Siamo un po’ tutti mogi di questi tempi. C’è una crisi economica mostruosa, veniamo cacciati da un giorno all’altro dalle fabbriche, dagli uffici, dalle redazioni, dai laboratori, e in più la primavera latita e anche le ostriche (per chi se le può permettere) non hanno alcun potere afrodisiaco per risollevare spirito e… morale. Ma come, l’ostrica come la sogliola? Insomma, stando all’endocrinologa Katherine Esposito dell’Università di Napoli che ha parlato ad un recente convegno assieme a relatori della Società italiana di fisiopatologia della riproduzione (Sifr) e la Società italiana di andrologia e medicina (Siam), in meno di un’oretta ha scaraventato al suolo un mito a cui crede un italiano su due. Ossia che esistono i cibi erotici.
«E’ la mente il primo e vero afrodisiaco» è stato sentenziato. Riflettendo con raziocinio lo sapevamo quasi tutti, però, quanto meno psicologicamente, ostriche, crostacei vari, tartufi, peperoncini et similia, beh aiutavano. Invece nisba.
Vero è che, come è stato osservato al convegno “La combinazione di varie relazioni sensoriali, la soddisfazione visuale alla vista di cibi appetitosi, la stimolazione olfattiva dei loro piacevoli odori e la gratificazione tattile che viene offerta ai meccanismi orali da piatti ricchi e saporiti tende a portare verso uno stato di euforia generale favorevole all’espressione sessuale”, ma è errato credere che specifici alimenti siano un surrogato al Viagra o al coriandolo (per le donne).
Pensare che un genio islandese – incredibile - ha inventato la pizzagra, un po’ pizza un po’ Viagra, ovvero un terrificante mix su una mansueta base di pizza combinata con fragole, carciofi, asparagi, zenzero, cioccolato e banana nonché, ovviamente, aglio e peperoncino. Grande successo anche se non esattamente in patria ma nel Regno Unito, ossia laddove è stato coniato lo slogan “niente sesso siamo inglesi” (però non si sa mai).
Va detto che da sempre c’è stata gente che alle interessanti proprietà di alcuni cibi ci credeva, eccome. Le mie poche letture ricordano che si citava la Mandragola, le corna di rinoceronte triturate, i nidi di rondine, le pinne di pescecane ed altre elaborazioni, a base di saliva di rana, code e viscere di rettili vari, mica preparate da Maga Magò ma da valenti chef dell’epoca.
Quindi, il mito è caduto ma su con la vita! Nello stesso convegno una fiammella di speranza è stata tenuta accesa: la dieta mediterranea. Ecco infatti cosa è emerso dallo studio di due ricercatori del comparto: «Mangiare mediterraneo migliora la performance sessuale nel maschio e aiuta la donna a sentirsi meglio con la propria sessualità».
Anche gli scettici facciano un atto di fede ricordando però ciò che ha scritto nel suo libretto “Ricette immorali” Manuel Vazquez Montalban: «Non si sa di nessuno che sia riuscito a sedurre con ciò che aveva offerto da mangiare, ma esiste un lungo elenco di coloro che hanno sedotto spiegando quello che si stava per mangiare».




