Lavorano parecchio anche gli uomini della Guardia di Finanza e, più o meno saltuariamente e non certo alacremente, anche le varie polizie municipali.
ungi da me creare allarmismi, noi della stampa di danni in questa direzione ne abbiamo fatti parecchi. L’enfasi che abbiamo posto con paginate e Tg “terroristici” sull’aviaria, mettendo seriamente in crisi l’intero settore avicolo è paradigmatico. Tuttavia la recente operazione “Setaccio” che ha impegnato 800 uomini dell’Arma, dal 19 al 22 gennaio scorsi, è preoccupante. Poiché, malgrado i dati spesso contraddittori sparati da più parti riguardo i consumi di cibo, l’alimentare rimane un settore trainate vantando un fatturato sul mercato nazionale ed estero di 120 miliardi (20 di export), confermandosi così al secondo posto (dopo il metalmeccanico) nell’industria italiana, con una quota del 12% e con la capacità di reggere meglio di altri settori i colpi della crisi. Ebbene, Dio non voglia, ma è verosimile pensare che nel “piatto ricco” i malfattori ci si ficcano. Nei soli quattro giorni della durata dell’operazione “Setaccio” ecco cos’è emerso
Il Nas di Bologna ha segnalato alla competente Autorità Giudiziaria, il legale responsabile di un deposito di alimenti, per aver commercializzato, modificando artatamente la data di scadenza, materie prime, destinate alla produzione di pane, scadute di validità sequestrandone 7 tonnellate.
Nella provincia di Avellino individuato un deposito di alimenti, privo di autorizzazioni, che deteneva alimenti in cattivo stato di conservazione e scaduti di validità. Sequestrata la struttura e 200 tonnellate di alimenti di varia natura. Nella stessa provincia scoperto un deposito di latticini, per aver fraudolentemente alterato la data di scadenza di confezioni di burro. Sequestrati 100 chili.
Il Nas di Padova, a seguito della presenza di larve su un campione di funghi provenienti dalla Cina, ha proceduto al sequestro di 57mila chili. Sempre nella stessa provincia, ha denunciato i legali responsabili di due depositi, per aver detenuto alimenti invasi da parassiti e scaduti di validità. Sequestrate complessivamente 110 tonnellate di alimenti di varia natura.
Nella provincia di Bergamo, ha segnalato un grossista di alimenti per aver detenuto prodotti carnei in cattivo stato di conservazione sequestrandone complessivamente 1,5 tonnellate. Ancora nel “virtuoso” Nord, in provincia di Pavia sequestrate 31mila confezioni di carne in scatola contenenti carica batterica superiore ai limiti consentiti dalla legge; in provincia di Crotone invece, individuati tre depositi di alimenti che custodivano prodotti alimentari in strutture con gravi carenze igienico-sanitarie. Sequestrate complessivamente 350 tonnellate di alimenti di varia natura.
Il Nas di Catania, in quella provincia ed in quelle di Enna e Messina, ha segnalato i legali responsabili di 10 depositi di alimenti interessati da gravi carenze igienico strutturali. Sequestrate complessivamente 16 tonnellate di alimenti di varia natura. L’Asl territorialmente competente ha disposto la chiusura immediata di 5 attività per motivi di salute pubblica.
Il Nas, di Roma ha segnalato il titolare di un deposito alimenti, per aver detenuto prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione. Sequestrate complessivamente 4 tonnellate di alimenti di varia natura.
In provincia di Frosinone segnalati 3 depositi di alimenti che detenevano acqua minerale scaduta di validità ed in cattivo stato di conservazione. Sequestrate complessivamente 120mila confezioni di acqua minerale. Infine nella provincia di Sassari, scoperto un deposito di alimenti che commercializzava, modificandone artatamente la data di scadenza, prodotti alimentari scaduti da anni. Sequestrate complessivamente 27 tonnellate di legumi e frutta secca.
Ci sarebbe da ricordare inoltre che poco prima del Santo Natale sono state trovate, graziosamente cesellate dai dentini di vispi topolini, 2mila (se ben ricordo il numero esatto) forme di quel fiore all’occhiello del made in Italy che risponde al nome di Parmigiano Reggiano Dop, e qualche tonnellata di pesce perlopiù avariato.
Queste le brutte notizie. Ci sono però anche quelle belle. Stanno nei numeri che sopra ho elencato: il panem (e companatico) nostrum vale 100 miliardi




