
Passate le feste natalizie e capodannesche cos’è rimasto nei piatti e sulle tavole degli italiani? Briciole? Con la crisi congiunturale che attanaglia se non proprio tutti, molti, manco quelle. In compenso un bel mucchietto di notizie amene che qui riporto e commento.
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Mangiare secondo le stelle
Ecco l’immancabile oroscopo di rigore ad ogni inizio d’anno in questo caso declinato al cibo.
Secondo l’astrologia, a tavola ogni segno zodiacale ha i propri gusti, a seconda dell’elemento dominante: il Fuoco (Ariete, Leone, Sagittario), la Terra (Toro, Vergine, Capricorno), l’Aria (Gemelli, Bilancia, Acquario) e l’Acqua (Cancro, Scorpione, Pesci). Lo chef o il cuciniere/a incontrerà più facilmente i gusti dei commensali che hanno in comune con loro lo stesso elemento. Ma c’è anche chi ha stilato i gusti preferiti, segno per segno.
L’Ariete è, secondo l’imperscutabile disegno degli astri, un golosone e preferisce il salato. Predilige perciò cibi caldi e piccanti e ama soprattutto la carne. Il Toro è amante dei primi, soprattutto se cucinati riccamente e ben conditi. Le cose semplici lo rattristano. Bando quindi a riso bollito e minestrine. I Gemelli non sono buongustai, si limitano a mangiucchiare velocemente, giusto per nutrirsi. Adorano i salatini e il loro pasto ideale è qualche chicco di riso, due fili di pasta, una mela a morsi. Quei ruffiani dei Cancerini consolano col cibo le loro pene. Alternano momenti goderecci all’astinenza e nello stesso modo alternano dolce e salato. Lunatici? Forse, ma di certo buongustai. Il Leone ama i dolci al liquore, gusta il cibo ben cucinato e presentato, perché anche la vista per lui è gioia. Visto mai sbranare una gazzella senza la salsa bernese? Vergine: sa tutto sull’alimentazione, sugli abbinamenti, sulle diete ma sta perennemente in dieta stretta, anche quando non ne avrebbe bisogno. Demi-vierge anche di palato. Bilancia: a volte il cibo è vissuto come gratificazione per le pene d’amore, eccedendo con i dolciumi. Poi, per qualche settimana farà la dieta del monaco. Scorpione: è godurioso anche in cucina, tra le migliori forchette dello zodiaco. Adora i piatti speziati. Sagittario: mangia per vivere e non per piacere. Ama i cibi esotici e le specialità straniere. Capricorno: adora la cucina e stare ai fornelli. Preferisce carne e dolci sobri, odia cibi molli. Acquario: sostiene di mangiare per necessità, in realtà è un gran goloso, soprattutto di schifezze. Pesci: perdono la testa per i dolci. Sono goduriosi e si fiondano su caramelle, torte, gelato.
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Facciamo la pappa assieme
Dopo la pseudo scienza astrale, c’è ora un recente sondaggio che spiega come ritrovare la voglia di cucinare insieme e, per comprovarlo, mette in campo nientepopodimeno che psicologi, sociologi chef e aromoterapeuti i quali hanno indagato su come affrontare in maniera armonica i possibili conflitti familiari tra i fornelli nel periodo delle feste. Il sondaggio è stato curato da Mauri Lab, osservatorio/laboratorio internazionale creato dall’omonima azienda italiana dei formaggi condotto su oltre 130 esperti
La soluzione “frena-conflitti” tra eventuali parenti-serpenti arriva propria dal cimentarsi in cucina. Quello della tavola, secondo il 63% dei suddetti esperti, è il terreno dove trovare un punto di incontro e ritrovare l’armonia. Dalla scelta condivisa sul cosa preparare all’atto stesso del cucinare, tutto può diventare uno svago e per più di sette intervistati su dieci aiuta a combattere lo stress da festività. In particolare, cucinare e preparare i vari ingredienti rilassa e distende i nervi, oltre ad avere dei veri e propri effetti benefici, sia fisici che mentali, secondo quanto sostiene il 71% degli intervistati. Per far diventare la preparazione delle pietanze, un momento di benessere, ovvero di wellness-cucina, occorre che ogni fase si trasformi da obbligo e routine in vero e proprio momento di espressione della propria creatività, di gioco e condivisione. Par di sentire i commenti del cuciniere o cuciniera di turno. “Grazie amici e parenti, ma ora, fuori dai piedi. Tutti”.
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Metti la psicologo nel piatto
Pensavamo che quel piatto scelto al ristorante fosse stato eletto, tra tutte le altre proposte del menù per appagare, dalle nostre papille gustative. Ma quando mai! A dettare l’ordinazione non sarebbe, o non soltanto, il gusto, ma la psiche poffarbacco, spesso indotta nella scelta del cibo dalle parole con cui i piatti sono descritti dalla “carte” (quando c’è), o dai prezzi, espressi in cifre tonde e “rassicuranti”. L’arcano della scienza del menù è svelato da un recente articolo del quotidiano americano “The New York Times”, che rileva come l’uso di consulenti, psicologi e ideatori sia sempre più diffuso tra i ristoranti per fare fronte alla crisi che ha colpito il settore.
Beninteso, niente di illegale: l’arte di compilare “la minuta” ricorre a trucchi completamente leciti che puntano sulla prosa libera nel descrivere un piatto, come spiega Susan Frank, esperta di marketing: “Se c’è un piatto tipico, è bene farne un logo, metterne più versioni. Poi è utile romanzare i piatti: invece di banale frittatina è molto meglio “la leggera e soffice omelette del paradiso” e il succo d’arancia è più appetibile se “appena spremuto”. Meglio i prodotti che evocano la famiglia e la genuinità, quelli presentati con un dosaggio appropriato di enfasi: bacon della casa prosciutto di campagna, (il maiale se ne è privato con gioia), uova fresche del contadino (in realtà delle galline; al contadino malgrado gli sforzi…). Poi ci sono i numeri, ovvero i prezzi: meglio le cifre tonde, senza centesimi. E c’è anche di si affida alla tecnologia, come a Londra, con i menu touch screen, che funzionano come un bancomat, o al menù-libro, a Milano, con la lista tra le pagine di un romanzo, o alle immancabili lavagnette scritte con il gesso, per indirizzare le ordinazioni verso i piatti del giorno.
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Nuova piazza made in Napoli
Quando si dice della fantasia partenopea. E’ senza fine (e senza limiti). E’ nata la panetton-pizza. Si tratta di un impasto base della pizza con ripieno di panettone. Arriva da Napoli ideata dal campione italiano di pizza con marchio Stg Rosario Gallo.
La strana ed originale “creatura” è farcita con ricotta dolce, canditi e scaglie di cioccolata stese sul tradizionale impasto di farina, lievito e acqua della pizza napoletana ma con l’aggiunta di un pizzico di cacao. Il nuovo dolce è stato brevettato da Rosario Lopa, a capo della Consulta Nazionale dell’Agricoltura.
In una nota stampa, Lopa sottolinea l'importanza del legame del prodotto pizza alla fantasia dei pizzaioli napoletani: “Dove la globalizzazione sfrenata - afferma con stentorea sicurezza - è stata la causa della crisi socio-economica di questi ultimi anni, un prodotto tradizionale partenopeo con una variante dolce, può rappresentare una alternativa interessante per le tasche dei consumatori per le festività”. Nessun accenno al prezzo, che si presume economico, né al gradimento per il quale è arduo presumere.




