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Feb 07th


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Per prevenire gli incendi coinvolgere le comunità locali

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Per combattere gli incendi boschivi è necessaria la partecipazione delle comunità locali, poiché la maggior parte degli incendi è provocata da attività umane, è una delle indicazioni contenute nella nuova versione del manuale sulla gestione degli incendi boschivi "Wildland Fire Management Handbook for Trainers", pubblicato oggi dalla FAO insieme al Ministero degli Esteri finlandese.

"Se le comunità locali traggono vantaggi concreti dalla protezione delle proprie risorse naturali è più probabile che si mobilitino per prevenire gli incendi", ha affermato Pieter van Lierop, esperto forestale della FAO.  Laddove la gente ha un interesse diretto nella protezione del proprio habitat, il numero e le dimensioni degli incendi causati dall'uomo tendono a ridursi in modo significativo.

Il manuale sottolinea che con un approccio più integrato, che includa non solo l'individuazione e la soppressione dei roghi, ma anche un lavoro di monitoraggio, allerta rapida, prevenzione e capacità di risposta, si possono ridurre i rischi, la frequenza, l'intensità e gli effetti degli incendi.

"Dovrebbe esserci un giusto equilibrio tra le attività finalizzate a domare gli incendi, come investimenti in costose attrezzature per spegnere i roghi, e l'istituzione di un efficace sistema preventivo di allerta e di sensibilizzazione tra le comunità locali", ha aggiunto van Lierop.

A livello globale si stima che ogni anno siano coinvolti in incendi più di 350 milioni di ettari, e che almeno metà - se non di più - di questa area bruciata siano in Africa.  Su un totale registrato di circa 1,8 miliardi di ettari di foresta tropicale si stima che ogni anno sia colpiti da incendi tra i 150 ed i 250 milioni di ettari.  Nella zona mediterranea ogni anno bruciano tra 700 mila ed 1 milione di ettari.  E circa il 90/95 per cento di tutti gli incendi boschivi sono causati dall'uomo.

La continua espansione dell'agricoltura, ed altre forme di conversione del territorio nei paesi in via di sviluppo, la negligenza nell'impiego del fuoco, il sempre maggiore uso delle zone forestali per il tempo libero, ad esempio per picnic o barbecue all'aperto, ed il turismo sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo sono alcune delle cause alla base dell'incremento degli incendi boschivi.

Molti incendi sono provocati intenzionalmente per guadagnare terra per l'agricoltura o per fini commerciali, e molto spesso bruciano aree molto più estese di quanto non si fosse previsto originariamente.

Ma la semplice proibizione di fare fuochi nelle aree boschive non rappresenta una reale soluzione.  "La gente continuerà comunque ad accendere fuochi, anche se è vietato legalmente, per ottenere terra o per smaltire rifiuti", ha detto van Lierop.  "E' dunque più efficace offrire formazione alle comunità locali sulla gestione degli incendi ed al tempo stesso sviluppare con esse soluzioni alternative e meno dannose.  Bruciare alla fine dell'inverno, per esempio, farà diminuire il rischio di incendi più grandi e più devastanti in seguito".