Prima di illustrare, o se si preferisce, fare il punto sul comparto agricolo nazionale, il neo ministro del Mipaaf Giancarlo Galan ha ammesso che il settore non se la passa bene ma nel contempo, senza cedere ad ottimismi di facciata, o istituzionali che dir si voglia, ha precisato che ci sono ancora ampi margini per dimostrare che il settore agricolo italiano possiede qualità per uscire da questa, ahimè lunga, impasse che d’altronde interessa pressoché tutta l’agricoltura mondiale.
Se il motto coniato per Expo 2015 è “nutrire il pianeta”, Galan ha ricordato una concreta realtà ai più sconosciuta; ossia che il più grande tesoro dell’umanità non è né il petrolio, né l’oro, né altri beni futuribili.
La nuova Arca di Noè, è la più grande banca fitogenetica del mondo nata per assicurare le biodiversità alimentari. Si trova precisamente nel villaggio di Longyearbyen, nelle isole Svalbard, arcipelago a nord dalle coste norvegesi distante 1.120 chilometri dal Polo Nord costruita dentro un ghiacciaio. La creazione di questa straordinaria “cassaforte” (Global Seed Vault) ospita duplicati di varietà uniche delle colture mondiali più importanti al servizio dell'umanità.
La ricchezza salvaguardata sarà una garanzia a livello mondiale per affrontare le sfide future. La banca genetica è costruita all'interno di una montagna ghiacciata ed il permafrost e la roccia consentiranno che anche senza elettricità il materiale genetico conservato nel caveau rimarrà congelato e protetto. Da quei miliardi di semi conservati e preservati da riscaldamento globale e da ogni altro genere di catastrofe planetaria, la civiltà umana potrebbe ripartire ricominciando da dove tutto ebbe inizio: dall’agricoltura.
Tornano a noi, Galan ha ricordato che il settore primario soffre da tempo di una frammentazione enorme. Il 73% delle aziende ha una superficie utilizzata inferiore ai 5 ettari. La dimensione media è di 7,6 ettari di superficie agraria utile.
Nell’ultimo quinquennio, si è avuta una forte contrazione delle aziende agricole (-14,5% nel complesso), che ha riguardato soprattutto le aziende piccolissime e, quindi, ha inciso molto poco sulla dimensione media.
Osservando i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni ciò che emerge è che l’erosione delle aziende e, analogamente, dei capi azienda, abbia interessato in larga misura i già scarso inserimento di giovani.
La numerosità dei capi azienda con meno di 35 anni si è ridotta di ben il 36%. Esiste, quindi, un problema di ricambio generazionale.
Passando alla redditività, Da alcuni anni, escluse le situazioni estremamente congiunturali, si verifica un calo costante dei redditi agricoli, a causa del notevole differenziale di crescita tra i prezzi dei prodotti ed i costi di produzione.
Il 2009, peraltro, è stato caratterizzato da una forte contrazione della redditività degli agricoltori dovuta ad una flessione dei prezzi alla produzione del 12% e ad una riduzione meno marcata dei costi dei mezzi produttivi, in calo solo del 2%. Problemi di redditività hanno, peraltro interessato tutta la UE, infatti, il reddito agricolo nel 2009 è calato in media dell’12% rispetto al 2008 con punte del -32% in Ungheria, del -25% in Lussemburgo e -24% in Irlanda mentre l’Italia e la Germania si sono assestate sul -21%.
Per quanto riguarda l’operato, o quantomeno gli intenti operativi del Governo (copio e incollo) queste le Linee guida per il programma di Governo
Sulla base dello scenario delineato, emerge la necessità di una politica nazionale capace di intervenire con misure idonee ad affrontare le peculiarità del settore partendo da esse per superare lo stato di crisi e rilanciarne le potenzialità attraverso un quadro organico di azioni. Per tale motivo, l’azione del Ministero nel corso della legislatura sarà orientato verso i seguenti obiettivi:
1. Promuovere interventi per il superamento della crisi economica del settore e per il rilancio della competitività;
2. Riaffermare il ruolo italiano in ambito europeo, in vista della revisione delle Politica Agricola Comunitaria, e a livello internazionale;
3. Costruire un nuovo rapporto con le regioni, anche al fine di rendere coerenti gli interventi previsti nel PSR ed evitare il disimpegno dei fondi comunitari;
4. Assicurare un quadro normativo organico a supporto del sistema imprenditoriale anche attraverso la riapertura della delega in materia di modernizzazione del settore e la definizione del Codice Agricolo;
5. Promuovere un Piano di “sburocratizzazione”, rafforzando - sulla base del principio di sussidiarietà - la rete di servizi a favore delle imprese;
6. Riqualificare e razionalizzare la spesa pubblica nel settore.









