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Feb 07th


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Rapporto sullo sviluppo socio economico del Litorale del Lazio

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Nei giorni scorsi è stato presentato il Rapporto 2010 sullo sviluppo socio-economico del litorale laziale dal quale emergono, tra luci e ombre, alcuni dati significativi di crescita del territorio, presso l’università LUISS Guido Carli di Roma, il Rapporto 2010 sullo sviluppo socio-economico del litorale laziale, realizzato dall’Osservatorio socio-economico di Litorale S.p.A..

L’incremento della popolazione residente ha fatto da traino anche al settore edilizio. In crescita l’occupazione e buoni i dati sul turismo. Il Rapporto fotografa anche l’inadeguatezza delle infrastrutture logistiche e del sistema di mobilità, richiamando la necessità di un piano di riqualificazione territoriale per il recupero delle aree degradate e la tutela dell’ambiente.

Il volume indaga le principali dinamiche demografiche, alcuni indicatori di benessere economico, la
struttura del sistema scolastico costiero e regionale, il mercato del lavoro e l’evoluzione del sistema
insediativo, con speciale riferimento al mercato immobiliare. Analizza inoltre le principali vocazioni
produttive del litorale e le dinamiche dei settori economici strategici dell’area, con particolare riguardo all’economia del mare, al sistema turistico e alle risorse culturali.


Dopo il saluto del Presidente di Litorale Spa Ascenzo Lavagnini, il Rapporto è stato presentato dalla
curatrice Cristina Dell’Aquila che ha evidenziato i fattori di crescita quali lo sviluppo demografico e
l’incremento dell’occupazione e delle attività produttive. Ma ha anche sottolineato gli elementi critici come il modello turistico ancora inadeguato, nonostante una crescita generale del settore ricettivo; la bassa attrazione degli spazi museali e l’economia del mare con il settore della nautica che si presenta in una condizione in chiaroscuro.


Per il Direttore Generale di Litorale Spa Romolo Guasco, si percepiscono dei segnali positivi di discontinuità rispetto all’immobilismo e all’urbanizzazione senza identità del passato, “è necessario porre al centro del dibattito la riqualificazione del territorio e nuovi modelli di collaborazione tra gli enti locali. In questo senso - precisa Guasco - il recupero delle aree dismesse (le Saline di Tarquinia, la miniera ex Sapim di Ponza, l’antico carcere sull’isola di Santo Stefano o l’ex complesso ospedaliero di Terracina), inteso come variabile di discontinuità, può rappresentare un ulteriore momento di crescita sul quale costruire questo nuovo percorso”.

Per Matteo Caroli, Vice Preside della Facoltà di Economia LUISS Guido Carli, “il rilancio del sistema
economico e sociale non può contare più sulle sole risorse pubbliche ma deve avvenire attraverso
investitori privati a cui il pubblico deve però garantire le condizioni idonee per impegnare risorse sul
territorio. Bisogna dunque creare il giusto contesto per investire sulle potenzialità locali, aprendo agli investitori internazionali e collegandosi al sistema bancario”.

Anche per il Direttore di Cresme Ricerche Spa Lorenzo Bellicini le nuove sfide si giocano su uno sviluppo dei territori completamente diversi rispetto al passato e sottolinea come “stiamo andando verso un nuovo ciclo edilizio molto più difficile e complesso di un tempo poiché è caratterizzato dalla riqualificazione e da una ritrovata identità dei territori”.

Il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Regione Lazio Mario Lolli Ghetti ha posto la questione della valorizzazione del patrimonio culturale. “Tra le enormi opportunità che offre il territorio costiero bisogna aver ben chiari - ha affermato Lolli Ghetti - quali siano gli obiettivi prioritari che possono garantire un ritorno in termini di crescita, sostenendo anche l’investimento privato”.

Dal Rapporto emerge un nuovo scenario di sviluppo del sistema economico costiero, nel quale occorre però rafforzare gli strumenti di policy che devono puntare a consolidare un percorso di sviluppo orientato alla sostenibilità e al miglioramento complessivo della qualità della vita, tramite settori chiave dell’economia locale. È altresì necessaria un’adeguata attenzione per la riqualificazione territoriale e proprio su questo fronte si gioca una partita decisiva, per cui è essenziale un rafforzamento complessivo delle politiche pubbliche, un coordinamento delle azioni amministrative regionali e locali, e un miglioramento degli strumenti giuridici e delle professionalità in campo.

Scendendo nel dettaglio, scopriamo che la popolazione residente sul litorale è in crescita (+11,2%), così come il settore immobiliare e il comparto dell’edilizia evidenziano una forte espansione. Nel periodo analizzato sono state edificate sul litorale 25 mila nuove abitazioni e realizzate 65 mila compravendite. Dal 2004 al 2008 il numero degli occupati nel settore delle costruzioni è cresciuto nelle provincie di Viterbo e Roma, mentre è diminuito in provincia di Latina. In generale, l’occupazione è cresciuta in tutte e tre le province che si affacciano sulla costa.

Anche la dotazione del sistema dell’accoglienza ha registrato una crescita, ma il settore alberghiero copre una quota ancora minoritaria dell’offerta turistica costiera (25% dei posti letto), soprattutto se si tiene conto della capacità del comparto extralberghiero “allargato”, comprensivo cioè delle seconde case che assommerebbero un’offerta fino a 10 volte più ampia dei posti letto complementari ufficiali. Il modello di sfruttamento turistico improntato da questa struttura di offerta, nel medio e nel lungo periodo, non è più sostenibile per varie ragioni. Infatti, la filiera di crescita economica che genera un posto letto alberghiero è di molto superiore a quella generata da una seconda casa, soprattutto nel medio e lungo periodo.

La Regione Lazio, attraverso Litorale S.p.A., ha attivato il Programma per il litorale nel 2003, con un fondo di 72,3 milioni di euro destinato principalmente ai settori Trasporti e infrastrutture, Ambiente, Urbanistica, Turismo e Cultura. Mentre il nuovo “Piano straordinario degli interventi per lo sviluppo del litorale laziale” della Regione Lazio prevede, per il triennio 2008-2010, 87 interventi per complessivi 54 milioni euro e che contempla azioni di riqualificazione dei contesti urbani e dei centri storici, realizzazione e miglioramento dell’arredo urbano dei lungomari e dei canali, il recupero e la valorizzazione delle aree degradate, la riqualificazione delle spiagge libere attrezzate e la fruibilità degli arenili.