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Feb 06th


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Prosecco Doc, no alla Croazia

 

“10 e lode per la Commissione europea che ha dato una bella mano nella tutela del Prosecco Doc”. I complimenti all’istituzione dell’Ue arriva da Fulvio Brunetta, Presidente del Consorzio Prosecco Doc, che dopo la promozione della nuova Prosecco Doc a Bruxelles si è trasferito a Dusseldorf per partecipare alla Pro Wein (27 – 29 marzo), una delle più importanti fiere mondiali del settore vinicolo. Brunetta si è recato a Bruxelles nell’ambito dell’iniziativa organizzata dagli europarlamentari trevigiani, Giancarlo Scottà e Antonio Cancan, denominata  “Prosecco, più di un vino una cultura”. Evento pensato in concomitanza alla seduta plenaria del Parlamento europeo. In questa occasione il presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, ha spiegato come la Commissione europea ha negato alla Croazia una deroga sull’utilizzo della denominazione Prosecco. Deroga richiesta nell’ambito del negoziato di adesione all’Ue della stessa Croazia.


“Sono soddisfatto per questa attività di promozione internazionale – ha spiegato il presidente Fulvio Brunetta - Il Consorzio di Tutela del Prosecco Doc è per la prima volta alla Pro Wein per presentarsi ai buyer internazionali e promuovere la nuova denominazione. Sono orgoglioso dell’appeal di questo prodotto che eccelle nel panorama vinicolo mondiale grazie a quanto hanno espresso e continuano ad esprimere i nostri grandi viticoltori”. Spicca l’appuntamento di questa sera con la partecipazione del Consorzio Prosecco Doc invitato alla serata di gala organizzata da una delle più autorevoli riviste del settore del vino in Germania, la “Meininger”. Domani mattina, invece, alle ore 11,30, presso il Centro congressi della Fiera di Dusseldorf , si svolgerà una conferenza stampa con la proiezione dello straordinario film “The taste of living Prosecco”. Alle 17,30, infine, il Consorzio Prosesso Doc sarà protagonista di una degustazione presentata dalla giornalista tedesca, esperta del mondo vitivinicolo, Veronica Crecelius.    

 

Il Profilo enologico dell’Amarone 2007

Il Profilo enologico dell’Amarone 2007

 

La vendemmia 2007 sarà ricordata in Valpolicella come la più anticipata degli ultimi 70 anni grazie ad un andamento meteorologico decisamente fuori dal comune. La stagione invernale, come per l'autunno 2006, è risultata molto più calda della media, con scarti di 2/3°C rispetto alla media stagionale . Anche la primavera 2007 è risultata complessivamente più calda della media 1992-2006, con scarti medi di 2-3°C per le temperature massime e di 1-2°C per le minime, e un aprile caldissimo ha portato a un anticipo di germogliazione di circa 15 giorni. L’estate estremamente siccitosa con  giornate terse ha provocato qualche problema di scottature sulle corvine, mettendo in risalto la maggior adattabilità della pergola a queste situazioni climatiche. Luglio ed agosto senza piogge  e con temperature molto alte hanno avvantaggiato i terreni di collina ed evidenziato l’importanza dell’irrigazione di soccorso per una viticoltura di qualità .La violenta grandinata del 29 agosto a maturità ormai ultimata ha coinvolto solo una piccola e circoscritta parte collinare dei vigneti della parte est, Valpantena e classica, dove purtroppo i produttori coinvolti hanno dovuto rinunciare alla produzione di Amarone.

La vendemmia:
La raccolta è iniziata per le uve da Amarone il 7 di settembre, con un anticipo di circa 15 giorni rispetto all’anno precedente. Grazie all’andamento stagionale asciutto le uve hanno dimostrato un’ottima sanità, elemento fondamentale per affrontare l’appassimento con tranquillità di successo.
Il valore degli zuccheri alla maturazione è risultato particolarmente alto e simile allo straordinario 2003. In linea con l’andamento stagionale anche le acidità si sono dimostrate molto basse, ma in equilibrio nei parametri di salificazione e molto simili alla equilibrata vendemmia 2000.
Anche il valore del ph è risultato più alto, come conseguenza del basso accumulo acidico, mentre l’accumulo degli antociani nelle bucce è stato in linea con la vendemmia 2006, ma  con una migliore estraibilità, segno di una ottima maturazione raggiunta dalle uve. Al contrario della  vendemmia 2006, la varietà che ha trovato maggior adattabilità e difesa dalle alte temperature e dalle forti insolazioni di giugno è stata la rondinella, che ha fornito vini con tannini più morbidi e maturi. La quantità  totale di uve Valpolicella raccolte è stata inferiore del 10 % rispetto alla vendemmia 2006, ma la grande qualità delle uve ha consentito un aumento delle uve per Amarone e Recioto da porre in appassimento.


L’appassimento delle uve
Il periodo di appassimento si è condotto con regolarità grazie a una ottima sanità delle uve alla raccolta. Settembre, ottobre e novembre si sono caratterizzati con temperature medie estremamente alte, velocizzando anche l’appassimento delle uve, mentre le basse umidità atmosferiche non hanno mai reso necessario l’impiego dell’assistenza in fruttaio. La buccia molto spessa  delle uve alla raccolta ha registrato uno scarso attacco della Botrytis nobile, conservando quindi un colore integro e vivace. Gli alti valori zuccherini alla raccolta e le alte temperature durate l’appassimento hanno reso necessario l’anticipo della pigiatura al 1° di dicembre per non arrivare a gradazioni alcoliche eccessivamente alte nei vini.

Pigiatura e fermentazione delle uve e affinamento dell’Amarone
La pigiatura delle uve per Amarone è iniziata dal 1° dicembre, mentre per l’ottenimento del Recioto, dove la concentrazione zuccherina deve essere necessariamente più alta, le uve hanno continuato l’appassimento sino a gennaio. Fermentazioni lunghe ma regolari e grazie ad una buccia molto consistente si è potuto estrarre a pieno tutto il corredo polifenolico, con tannini maturi ed eleganti. Nella fase di affinamento si è potuta constatare un’ottima evoluzione del quadro aromatico verso note di frutta secca e spezie, con un colore stabile e molto vivace, indicatori solo delle migliori annate. 

Quadro analitico e organolettico
Gli Amaroni della vendemmia 2007, analizzati da un pannel di esperti, hanno evidenziato un quadro analitico molto vario, ponendo però in risalto più degli altri anni le diverse interpretazioni stilistiche, tecnologiche ed espressioni territoriali. Gli Amaroni della Valpantena comunicano eleganza e bevibilità, mentre la Valpolicella est nelle sue diverse vallate propone Amaroni moderni e strutturati, infine la Valpolicella classica evidenzia un quadro aromatico ampio, complesso ed intrigante. Con l’annata 2007 si notano vini con un buona croccantezza del frutto, una buona acidità e gli zuccheri che tornano in equilibrio con il vino. Vini da bersi subito grazie ad una maggiore ricerca dell’eleganza, ma grazie ad un’ottima componente polifenolica da conservarsi a lungo come nelle migliori annate.

Relazione dell’enologo Daniele Accordini

Big Red Botton

Big Red Botton

A suonare il Big Red Botton che chiude la seduta giornaliera di  contrattazioni, il direttore generale e il consigliere di amministrazione di Veronafiere, Giovanni Mantovani e Nicola Moscardo, che portano all’attenzione del pubblico americano l’Italia del vino. Nuova iniziativa benefica con l’American Cancer Society e presentazione del progetto della “Bottiglia del 150° dell’Unità d’Italia” con il console generale d’Italia a NY, Francesco Talò.  Il progetto, nato da un’idea del Presidente di Veronafiere, Ettore Riello, e lanciata durante l’ultima edizione di Vinitaly a Verona nell’ambito della storica visita del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, è stata subito accolta dal Quirinale con grande entusiasmo ed inserita tra gli eventi maggiormente significativi per l’anno delle celebrazioni.

Lucio Mastroberardino, presidente UIV: “Per l’Unione Italiana Vini e gli operatori del settore vitivinicolo è imprescindibile l’appuntamento di Vinitaly a Verona e l'attività di supporto all’export e alla promozione attraverso gli eventi del Vinitaly in the World”.
Lamberto Vallarino Gancia, presidente Federvini: “Gli eventi promossi da Vinitaly, con particolare riguardo alla Bottiglia dell’Unità che coinvolge quaranta vitigni delle venti regioni italiane, contribuiscono senza dubbio alla divulgazione delle peculiarità viticole del nostro Paese su uno dei mercati di maggiore importanza per l’export”.

Oggi Vinitaly sarà al Nasdaq per la cerimonia di chiusura del tempio della finanza mondiale, portando il vino italiano al centro dell’attenzione del più importante mercato per il nostro export enologico. Gli Stati Uniti sono il primo paese di sbocco per i vini italiani con un valore di 800 milioni di euro stimato nel 2010, pari al 27% dell’export totale che dovrebbe raggiungere, secondo le ultime previsioni, i 3,7 miliardi in valore.
Vinitaly richiama dunque l’attenzione sull’Italia del vino con un gesto dal valore fortemente simbolico qual è  il rito del suono della campana di chiusura delle contrattazioni.  L’evento potrà essere seguito tramite weblive collegandosi a partire dalle 15.47, le 21.47 in Italia, al link http://www.nasdaq.com/about/marketsitetowervideo.asx. e sarà contemporaneamente trasmesso in diretta sul maxi schermo apposto sulla torre del  Nasdaq in Times Square.

A suonare il “Big Red Botton” alla fine del countdown di chiusura il 24 gennaio, saranno Giovanni Mantovani e Nicola Moscardo, rispettivamente direttore generale e consigliere di amministrazione di Veronafiere, con Marilisa Allegrini  (Allegrini) e Cristina Mariani-May (Banfi) per un’iniziativa dai risvolti benefici, che vede coinvolta per la seconda volta l’American Cancer Society. A seguire, infatti, una degustazione promossa da Vinitaly, che devolverà l’intero ricavato a favore delle attività di ricerca contro il cancro intraprese dall’american Cancer Society; nell’ottobre scorso un’iniziativa analoga aveva permesso a Vinitaly di raccogliere oltre 40 mila dollari.
L’evento promosso da Vinitaly si inserisce nelle iniziative dell’Italian Wine Week – Vino 2011, in programma dal 23 al 27 gennaio a New York.

Un’occasione per Vinitaly di presentare, nella giornata del 25 gennaio presso il Waldorf Astoria Hotel, il progetto della “Bottiglia celebrativa ufficiale dei 150 anni dell’Unità d’Italia”, nata da un’idea del Presidente di Veronafiere, Ettore Riello, e lanciata durante l’ultima edizione di Vinitaly a Verona nell’ambito della storica visita del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, e subito accolta dal Quirinale con grande entusiasmo ed inserita tra gli eventi maggiormente significativi per l’anno delle celebrazioni.
Il progetto prevede la selezione di 40 vitigni per realizzare un vino rosso e uno bianco che siano la summa delle 20 regioni del Belpaese, e che rappresenteranno ufficialmente la ricorrenza della fondazione dello Stato italiano anche all’estero.
A parlare della straordinaria varietà enologica di Enotria, Monica Larner, giornalista enogastronomica americana, corrispondente dall'Italia per la rivista Wine Enthusiast, mentre Francesco Talò, console generale d’Italia a New York, traccerà la storia che ha portato alla creazione dello Stato italiano e Giovanni Mantovani, direttore generale della Fiera di Verona, illustrerà il progetto della Bottiglia celebrativa del 150° a cura di Veronafiere-Vinitaly.

«Veronafiere attraverso Vinitaly in the World – spiega Giovanni Mantovani – continua la sua azione di promozione commerciale dell’enologia italiana sui più interessanti mercati del mondo. Lo fa affinando i suoi strumenti e proponendo iniziative nuove, in grado di  portare l’Italia e i suoi vini a diventare protagonisti anche della vita sociale dei Paesi che vogliamo raggiungere».

«Il sistema fiere è fondamentale per il business e l’internazionalizzazione dei prodotti agroalimentari del made in Italy – afferma Lucio Mastroberardino, presidente dell’Uiv -. Per l’Unione Italiana Vini e gli operatori del settore vitivinicolo è imprescindibile l’appuntamento di Vinitaly a Verona e l'attività di supporto all’export e alla promozione attraverso gli eventi del Vinitaly in the World. È  quindi fondamentale evitare duplicazioni o fraintendimenti con altri eventi, anche dedicati al food, che oltre a diluire le poche risorse, rischiano di confondere ulteriormente il cliente».

“E’ sempre molto positivo fare sistema all’estero con iniziative idonee e ben strutturate al fine di presentare nel modo più opportuno i cambiamenti portati dalla nuova Ocm, con le sinergie possibili tra pubblico e privato, e le peculiarità del vino, dei liquori e dei distillati made in Italy – sottolinea il presidente di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia  -. In tal senso, gli eventi promossi da Vinitaly, con particolare riguardo alla Bottiglia dell’Unità d’Italia che coinvolge quaranta vitigni delle venti regioni italiane, contribuiscono senza dubbio alla divulgazione delle peculiarità viticole del nostro Paese su uno dei mercati di maggiore importanza per l’export, ma anche estremamente attento e ricettivo verso la tradizione e le novità dell’enologia italiana”

 

Per Natale cesti DOC

Per Natale cesti DOC

Gli italiani acquisteranno per Natale prodotti alimentari tipici per un valore di piu' di 2 miliardi di euro. E' quanto stima la Coldiretti,  in relazione all'indagine di Confcommercio, nel sottolineare che la spinta verso regali utili premia l’enogastronomia anche per l'affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio.

L'orientamento verso i prodotti alimentari di qualità da regalare a se stessi o agli altri è favorito dalla grande varietà dell’offerta, con occasioni per tutte le tasche. Il consiglio della Coldiretti è quello di preferire i prodotti venduti direttamente dagli imprenditori agricoli in azienda o nei mercati di Campagna Amica poiché garantiscono genuinità, convenienza e una maggiore originalità rispetto alle offerte natalizie standardizzate dei punti vendita tradizionali. In molti casi è possibile prepararsi o farsi preparare i tipici cesti natalizi con prodotti inimitabili caratteristici del territorio. Nel nostro Paese si trova un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell'Unione superando il milione di ettari. L’agroalimentare Made in Italy – conclude la Coldiretti - puo’ contare su 214 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall'Unione Europea senza contare le 4.511 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 501 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (330 vini Doc, 52 Docg e 119 Igt).
 

Tonno rosso

Tonno rosso

“Otto milioni di euro sono stati spesi per la campagna 2010 destinata a controllare la pesca del tonno rosso. Una volta conosciuto e studiato a fondo il rapporto sullo stato della risorsa redatto dal Comitato scientifico dell’ICCAT, si potrà decidere a ragion veduta. Dico questo perché c’è chi dice che lo stock di tonno rosso sia sufficiente per consentire una responsabile e controllata attività di pesca.  Comunque, se ci siano o non ci siano positivi segnali di miglioramento nella presenza di tonno rosso è questione che sarà valutata nelle prossime settimane a partire dai dati forniti dall’ICCAT”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, oggi a Lussemburgo per il Consiglio dei Ministri dell’UE.

 

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