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Feb 06th


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Asiago e Speck in America

Asiago e Speck in America

 

Si chiamano e-blast, ovvero “esplosioni elettroniche”: sono i messaggi di posta elettronica che il formaggio Asiago DOP e lo Speck Alto-Adige IGP hanno recentememte adottato negli Stati Uniti per comunicare in maniera immediata ed efficace con i consumatori più attenti alla qualità. In questo modo i concetti di prodotti DOP ed IGP, con i loro valori di alta qualità, lavorazione tradizionale e legame con il territorio, raggiungono gli iscritti di “Tasting Table”, un servizio quotidiano di informazioni per “gastronomi avventurosi” di grande successo negli Stati Uniti, e i sostenitori di Lou Di Palo, titolare di un “antico” negozio di alimentari italiani a New York e volto noto della televisione americana, che con la sua newsletter “Di Palo Selects”, tiene aggiornati gli iscritti su quanto di eccellente mettere a tavola.

La promozione in formato elettronico, mediante il coinvolgimento di opinion maker, è strategica per raggiungere gli obbiettivi della campagna “Genuine Taste has no imitation” (il vero sapore non ha imitazioni), realizzata dai consorzi di tutela dei due grandi prodotti alimentari italiani con il contributo dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole. L’azione in corso mira non solo a promuovere la qualità del formaggio Asiago DOP e dello Speck Alto-Adige IGP negli Stati Uniti ma anche a fornire informazioni precise sul significato dei marchi comunitari DOP (PDO) e IGP (PGI) in un Paese, gli Stati Uniti, fondamentale per l’export ma in cui il sistema europeo delle denominazioni di origine non è sufficientemente noto. Ogni occasione di contatto con i consumatori viene quindi sfruttata anche per fornire indicazioni sulle tecniche di produzione, sulle caratteristiche organolettiche, sui possibili usi in cucina dei due prodotti certificati. Ecco perché l’iniziativa, oltre a valorizzare il formaggio Asiago DOP e lo Speck Alto-Adige IGP, punta ad educare i consumatori su come riconoscere l’originale dalle contraffazioni, piuttosto diffuse sul mercato americano.

E’ da poco terminata l’iniziativa che, per dieci giorni, ha interessato alcuni ristoranti e punti vendita delle principali città degli Stati Uniti (New York, San Francisco, Chicago, Seattle e Detroit) con un programma di presentazioni e degustazioni di formaggio Asiago DOP e Speck Alto-Adige IGP: i prodotti sono arrivati perfino sulla tavola del “San Domenico 26”, uno dei ristoranti che meglio interpretano i gusti ed i sapori del mangiare italiano nel cuore della Grande Mela. L’attività di comunicazione prosegue poi sul sito ufficiale della campagna, www.genuinetaste.org, da cui si accede ad un video realizzato per You Tube.

 

 

Quando il pane incontro il gelato

Quando il pane incontro il gelato

C’è un gran pasticciere tra le vie della bella Noto è Corrado Assenza, titolare del Caffè Sicilia, famoso per le sue delizie. Quest’anno alla manifestazione milanese Identità Golose, avvalendosi delle selezionatissime farine del Molino Quaglia (azienda leader nel settore), il pasticciere siciliano ha dato vita al gelato al pane.

Il progetto, ha svelato il pasticciere siciliano, era nella sua mente già da svariati anni. Ora è  possibile gustarlo. I suoi ingredienti base sono semplici: pane, latte, miele e zucchero.

Assenza consiglia di abbinare il nuovo gusto di gelato con della marmellata di limoni, che potrà essere affiancato da una tazza di tè freddo o del tè verde durante le calde giornate estive.

Il pane e il gelato, due alimenti profondamente mediterranei, sani e nutrienti fanno bene alla nostra salute e piacciono tanto ai palati di grandi e piccini

Il formaggio Asiago Fresco conquista la Francia

Il formaggio Asiago Fresco conquista la Francia

 

Quasi diecimila forme di formaggio Asiago DOP, pari a oltre 120 tonnellate di prodotto, nelle prossime cinque settimane prenderanno la via della Francia, dove saranno utilizzate da McDonald’s France per preparare il nuovo panino chiamato “Italian Focaccia”. L’ordinativo proveniente dalla sede francese della nota catena di ristorazione veloce americana fa seguito al successo ottenuto in Italia dal panino McItaly, prodotto sviluppato dallo staff italiano di McDonald’s e commercializzato nel nostro Paese lo scorso inverno.

L'iniziativa italiana aveva avuto il patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e lo stesso Ministro Luca Zaia aveva presentato il panino "McItaly" a Roma nel primo ristorante McDonald's aperto in Italia 25 anni fa. Il panino “Italian Focaccia” è composto da pane tipo focaccia, una fetta di carne, una fetta di formaggio Asiago DOP da 25 grammi, una fetta di pomodoro, 12 grammi di insalata batavia e 15 ml di pesto.

L’acquisto di Asiago Fresco da parte di McDonald’s France è accolto con soddisfazione dal Consorzio di Tutela, poiché testimonia la diffusione, presso un pubblico sempre più vasto, della sensibilità verso i prodotti di qualità riconosciuti dall'Unione Europea.
Il sistema valoriale che sta alla base del marchio europeo DOP (Denominazione di Origine Protetta) e della catena di valore che esso è in grado di creare si sposa quindi anche con il simbolo della ristorazione veloce mondiale.
Anche in questo caso il prodotto sarà consegnato a McDonald's France già porzionato a fette, pronte per l’impiego nei ristoranti. Ad assoluta garanzia dell’autenticità del prodotto lungo tutta la filiera, anche questa delicata operazione avviene in uno stabilimento di confezionamento ricadente proprio nella zona di produzione dell’Asiago DOP.

Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha commentato: «Sono felice che da una buona esperienza nascano frutti utili ai produttori. Uno degli obiettivi che ci eravamo prefissi con McDonald’s era proprio questo. Auguri di cuore per un prosieguo che sappia mettere assieme i campi italiani di qualità e quei tanti giovani che attraverso McDonald’s consumano magari per la prima volta la nostra straordinaria “pietanza”».

«Duemila forme di Asiago a settimana per il nostro formaggio sono un ordine significativo», ha affermato il presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Roberto Gasparini. «Al mero valore economico dell’iniziativa di McDonald’s voglio aggiungere quello, per me forse ancor più importante, di un approccio culturale nuovo, che in Italia ha seguìto il lancio di McItaly. Credo che l’aggiunta di Asiago ai menù di Mcdonald’s sia la miglior dimostrazione dell’importanza di un marchio in grado di certificare la filiera di un formaggio che spazia dalle forme di Asiago Stravecchio, certamente più adatto ad un consumo nei momenti di meditazione, fino all'Asiago Fresco, che più si presta ad un consumo quotidiano».

«Con questa operazione si conferma la bontà del progetto McItaly, promosso a gennaio di quest’anno, che vedeva proprio l’Asiago DOP come protagonista di una tra le ricette più apprezzate dal consumatore italiano, affermandosi come volano per l’esportazione di prodotti italiani nel mondo», dichiara Roberto Masi, amministratore delegato McDonald’s Italia. «L’apprezzamento di queste nostre proposte ha anche valicato i confini nazionali».

Il presidente Gasparini ha concluso: «Voglio aggiungere che vendere un quantitativo così importante di Asiago oltralpe inorgoglisce il nostro Consorzio, poiché la Francia, Paese di grande tradizione casearia, è uno di quelli che, insieme all’Italia, ha deciso di puntare maggiormente sulla tutela delle produzioni DOP».

Calcio e vitamina D riducono il peso

Calcio e vitamina D riducono il peso

 

Arriva dagli Stati Uniti d’America uno studio innovativo che può dare un contributo concreto a combattere la piaga dell’obesità. L’autorevole rivista specializzata nel campo della nutrizione “American Journal of Clinical Nutrition” ha pubblicato, nel numero di settembre, una ricerca che dimostra come una dieta ricca di latticini, un’adeguata assunzione di calcio e una corretta produzione di vitamina D da parte dell’organismo possano favorire la riduzione del peso corporeo.
Lo studio evidenzia che i pazienti obesi (con indice di massa corporea superiore a 30) che presentavano concentrazioni di vitamina D più elevate e calcio, dopo 6 mesi, indipendentemente dal tipo di dieta seguita e da altre possibili variabili interferenti, perdevano più peso.
L’interessante tesi della rivista americana ha suggerito ai medici specialisti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano di verificare quanto calcio assumono effettivamente gli italiani, valutando la consistenza dell’introduzione di calcio e il BMI  (Body Mass Index, indice di massa corporea) in un campione di 6500 soggetti italiani, in diverse fasce d’età.
 
ll primo elemento che emerge dai dati dell’Osservatorio Nutrizionale è che l’introduzione di calcio non soddisfa affatto i fabbisogni giornalieri raccomandati: per quanto riguarda i giovani adulti l’introduzione media di calcio è di 800 mg, invece dei 1000 richiesti. Valori ancora più bassi si registrano nei ragazzi sotto i 18 anni (700 mg), proprio quando il fabbisogno dovrebbe essere ben maggiore (circa 1200mg), perché a partire da questo periodo si raggiunge la massima densità ossea, che servirà poi a ridurre il rischio di osteoporosi in età avanzata, quando diminuisce l’azione protettiva esercitata dagli ormoni sessuali. Dai dati del campione emerge, inoltre, che le donne in menopausa sono mediamente più in sovrappeso, con un BMI uguale a 29, rispetto agli uomini, che presentano un BMI medio di circa 28, e introducono una quantità di calcio più bassa (750mg) rispetto ai loro coetanei maschi (900mg), quantitativi veramente molto lontani dal soddisfare l’effettivo fabbisogno nutrizionale, che per una donna sopra i 50 anni, potenzialmente soggetta all’osteoporosi, si aggira tra i 1000 e 1500mg al giorno.
 
“ Lo studio pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition è assai innovativo - spiega la dottoressa Michela Barichella dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano e presidente dell’Associazione italiana di Dietetica (ADI) Lombardia – perché permette anche di sfatare il mito, molto diffuso soprattutto tra le donne, che suggerisce di abolire completamente i formaggi e ridurre i latticini nella speranza di perdere peso. È sempre opportuno ricordare che il calcio è un minerale che svolge molteplici azioni nel nostro organismo ed è fondamentale introdurlo, con gli alimenti, nelle giuste quantità. E che il 40% della nostra popolazione non ha un peso adeguato alla propria altezza, 3 persone su 10 sono sovrappeso, addirittura 1 su 10 è obesa Per questo, l’Osservatorio suggerisce di rivedere le nostre abitudini alimentari ed ha elaborato alcuni consigli utili a migliorarne l’apporto ”.
I consigli dei nutrizionisti dell’Osservatorio Grana Padano.
Va sottolineato, come premessa, che l’obesità è a tutti gli effetti una malattia e, come tale, va diagnosticata e trattata da specialisti. Quindi una dieta ipocalorica equilibrata che garantisca tutti i fabbisogni nutrizionali è l’obiettivo del trattamento dietetico, che deve portare ad una graduale riduzione del peso che si mantenga nel tempo.
Ecco alcuni consigli per migliorare l’apporto di calcio e la salute delle ossa:
 
·        Praticare regolare attività fisica durante il periodo adolescenziale/giovanile, per favorire il massimo sviluppo minerale osseo.
·        Evitare le  diete  “fai-da- te”, la dieta è un atto medico e deve essere prescritta da specialisti
·        I formaggi, soprattutto quelli a pasta dura sono un’ottima fonte di calcio e pertanto dovrebbero essere sempre presenti, in quantitativi adeguati, anche nelle diete ipocaloriche
·        È possibile assimilare buone quantità di calcio assumendo latte, i suoi derivati (yogurt, formaggi)
·        Anche le verdure come i broccoli, i carciofi, la cicoria e il radicchio contengono calcio, si consiglia pertanto di assumere una porzione di verdura ad ogni pasto
·        Le acque minerali risultano una buona fonte di calcio biodisponibile, scegliere quelle ricche di calcio aiuta a soddisfare il fabbisogno giornaliero raccomandato
·        L’assorbimento di calcio può diminuire perché il calcio si lega alle fibre, ai fitati e agli ossalati presenti nell’intestino (gli ossalati sono contenuti negli asparagi, spinaci, nei piselli e nel tè, mentre i fitati sono contenuti nei cereali e nei legumi)
·        Attenzione alla caffeina, che può favorire l’eliminazione di calcio mediante i suoi effetti diuretici, bisogna moderare il consumo di caffé e di tutte le bevande che contengono caffeina
·        Una dieta troppo ricca di proteine può determinare un’ eccessiva eliminazione di calcio attraverso la diuresi, occorre quindi preferire una dieta equilibrata, con un apporto di proteine controllato
·        L’alcol riduce l’attivazione della Vitamina D a livello del fegato, si consiglia di bere non più di un bicchiere di vino, preferibilmente rosso, ai pasti
·        Esporre quotidianamente viso, collo e braccia alla luce solare, non filtrata da vetri e filtri solari, almeno 10-15 minuti al giorno in estate, e 20-30 minuti in inverno

L'etichetta d'origine rende la spese più trasparente

L'etichetta d'origine rende la spese più trasparente

 

L’obbligo di indicare l’origine dei prodotti agricoli impiegati negli alimenti è una importante misura di trasparenza per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli con la corretta informazione. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’annuncio del commissario europeo all'agricoltura Dacian Ciolos che intende proporre il prossimo otto dicembre al Consiglio dei ministri dell'Ue ''un nuovo quadro giuridico per introdurre l'etichettatura obbligatoria d'origine in tutti i settori'' agricoli. L’avvio della discussione è un importante passo in avanti nella battaglia di sempre della Coldiretti nell’interesse della trasparenza e del diritto alla scelta consapevole dei consumatori. Secondo l'indagine Coldiretti-Swg sulle abitudini degli italiani la quasi totalità dei cittadini (97 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti e di conseguenza colmare questo ritardo è un risultato importante nell'interesse degli imprenditori agricoli e dei consumatori.  Per l’Europa significa anche iniziare a fare definitivamente chiarezza su una normativa comunitaria contraddittoria che per esempio, dopo l’emergenza mucca pazza, obbliga ad indicare in etichetta l’origine della carne bovina ma non quella della carne di maiale, agnello o coniglio, che  prevede debba essere indicata la provenienza della frutta fresca ma non di quella impiegata in succhi e conserve. L’iniziativa del Commissario all’agricoltura risponde anche - ha concluso la Coldiretti - anche ai nuovi indirizzi che vengono dal Parlamento Europeo che all’inizio dell’estate ha votato a favore dell’obbligo di indicare il luogo di origine/provenienza per carne, pollame, prodotti lattiero caseari, ortofrutticoli freschi, tra i prodotti che si compongono di un unico ingrediente (che oltre al prodotto agricolo prevedono solo degli eccipienti come acqua, sale, zucchero) e per quelli trasformati che hanno come ingrediente carne, pollame e del pesce.

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