“Osar” a Vinitaly

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Stop alla rotondità, mi verrebbe da dire in questo Vinitaly 2015. Mi spiego meglio. Il Osargran numero di produzioni di vino spumante “pas dosé” proposti a Verona confermano che c’è una inversione di tendenza, forse più da parte dei degustatori “istruiti” che di quelli novelli. Ad ogni modo, mi sembra che ci sia una ricerca sempre più di vini non orientati alla morbidezza, alla rotondità a tutti i costi.

Si cerca il carattere, il carattere vero. Un po’ grazie alle personalità dei vitigni autoctoni e un po’ grazie ai produttori più temerari (ovviamente rispetto alle tendenze del mercato, soprattutto a quello americano) .

Date queste condizioni, sembra essere una sfida molto difficile, quanto ardita quella di produrre alcuni vini peculiari; come ad esempio, l’Oseleta in purezza.

Oseleta è un vitigno  autoctono della zona del veronese (che può concorre, da disciplinare, alla produzione dell’Amarone). Un’uva abbandonata in passato perché considerata poco produttiva: i suoi acini hanno poco succo e giocoforza ha una resa minima.

Ma all’inizio degli anni 70, sono stati reperiti, raccolti e descritti, da parte dell’Ispettorato agrario di Verona e dell’Istituto sperimentale per la viticoltura di Conegliano, una serie di vitigni locali tra i quali l’Oseleta.

IMGP8548Il grappolo è piccolo e molto compatto, si dice che questo abbia influenzato il nome assegnato all’uva, perché la forma ricorda un uccellino. E’ caratterizzata da una presenza tannica consistente e intensamente colorato.

Masi, negli anni Ottanta, l’ha reimpiantata. Oggi, questa Cantina ha tradotto tutto il lavoro dedicato a coltivare la sua Oseleta un vino che ha “spina dorsale”, rosso rubino intenso, impenetrabile. Al naso ricorda i frutti rossi. Persistente in bocca. Il 2009 Osar Rosso del Veronese IGT ha avuto una produzione di 5.650 bottiglie, con 14% alcolici.

“Osar” porta con sé un doppio significato:  si esprime come un riepilogo della sfida intrapresa rispetto a quanto all’inizio qui scritto ossia rischiare, osare, provare ma, allo stesso tempo,  “Osar” è una parola del dialetto veronese sta a significare “gridare di gioia”.

 

di Andrea LeonciniIMGP8452

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