Al Vinitaly, Drunk Turtle si presenta con grandi novità

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Drunk Turtle, che proprio in occasione dello scorso Vinitaly ha presentato per la primascontorno-vaso-cocciopesto volta i suoi vasi vinari in cocciopesto, dopo un anno esatto torna nella kermesse veronese con grandi novità, forte di un successo in continua crescita, come attestano le vendite ed il fatturato.

È da poco arrivata la certificazione alimentare (ente certificatore “ph”) sul cocciopesto Drunk Turtle, a garanzia di un materiale ritenuto, secondo normativa europea, adatto alla conservazione di generi alimentari senza bisogno di vetrificazione.

Il cocciopesto, quindi, a differenza del cemento che per legge deve essere rivestito se utilizzato come contenitore destinato al vino, può essere utilizzato senza bisogno di ulteriori operazioni, perchè consente una corretta manutenzione igienica e non cede materiali pesanti, come da analisi certificate.

Drunk Turtle, in un solo un anno di attività, ha visto crescere esponenzialmente la richiesta di vasi vinari in cocciopesto da parte di aziende vinicole italiane, ma anche estere. Ad oggi esporta, infatti, il suo prezioso made in Italy, in Francia, Svizzera, Austria, Spagna, Turchia, Argentina e Sud Africa.

Al Vinitaly Drunk Turtle sarà presente in 3 punti: come main sponsor nello stand della Camera di Commercio di Pisa, chiamati a rappresentare l’imprenditoria toscana di valore, dentro Enolitec, in uno stand a marchio Drunk Turtle, e fuori dall’Enolitec.

Nello spazio dedicato alla Camera di Commercio di Pisa sarà possibile ammirare ilmodello al vero della opus 25 dedicata ad un’opera del pittore americano Haring. Questo vaso vinario, infatti, che rappresenta la versione in cemento (Drunk Turtle produce anche recipienti in cemento 525 – titolo che sta ad indicare la tipologia più pregiata disponibile sul mercato), riproduce sulla sua superficie i segnidel noto artista newyorchese.

All’interno di Enolitec, invece, saranno in mostra i modelli al vero di due nuovi vasi vinari in cocciopesto: la opus 3, ovvero un’anfora da 300 litri, e la opus 5, ovvero un pozzo ionico, della capacità di 500 litri, studiato per chi ha bisogno di procedere con lunghe macerazioni e follature soffici e manuali.

In questo spazio sarà possibile degustare i vini di Il Conventino di Montepulciano, una comparazione che prosegue ormai da oltre un anno tra una stessa partita di merlot in cocciopesto ed una in acciaio, i vini dell’azienda La Badiola nel grossetano ed i vini di alcune aziende svizzere e francesi ottenuti anche con fermentazioni in cocciopesto di uve bianche.

All’esterno dello spazio Enolitec sarà invece esposta la opus 17 in cocciopesto.

Quest’importante edizione del Vinitaly segnerà anche l’inizio della collaborazione con lo studio fotografico Oliviero Toscani. La brochure aziendale, infatti, sarà una preview di ciò che Toscani ha intenzione di fare per Drunk Turtle, con la quale condivide il legame per il territorio pisano, dove ha sede la sua azienda vinicola OT: un catalogo con gli scatti di Oliviero che daranno un volto ai soci ed ai collaboratori di questa valorosa start up!

Il cocciopesto, usato dai Romani e ben conosciuto dai Fenici, è un’antica miscelacomposta da frammenti di inerti lapidei e laterizi macinati, sabbia di diverse granulometrie, legante cementizio in bassa percentuale e acqua declorata ha caratteristiche, come la longevità, la resistenza ed un’elevata porosità, che la rendono unica ed irripetibile.

Drunkle Turtle, per i vasi in cocciopesto ma anche per quelli in cemento, non utilizza gabbie metalliche strutturali interne, al fine di evitare la formazione di dannose correnti elettrostatiche.

Drunkle Turtle raccoglie le competenze di architetti, produttori vinicoli ed enologici, insieme per lavorare su di un nuovo modo di fare vino, grazie a materiali pregiati, naturali ed igienici, e grazie a forme ideali ed ideate per la vinificazione e per l’estetica della cantina.

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