La Tiella, le alici e l’oliva – Storia, Tradizione e Degustazione

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Acqua, farina e un pizzico di tradizione torna La Tiella, le alici e l’oliva di Gaeta –Tiella-pieghevole Storia, tradizione e degustazione – XIII edizione – SABATO 18 e DOMENICA 19 GIUGNO, a Gaeta (LT), in P.zza XIX Maggio, l’evento che festeggia il gusto e la cultura dei nostri prodotti tipici, con assaggi, stand e musica organizzato da Associazione Gaetavola e Comune di Gaeta.

I prodotti tradizionali rappresentano per i territori un importante volano di sviluppo, non che un fattore determinante dell’esperienza turistica tanto da poter essere definiti  paesaggio sensoriale.

I prodotti enogastronomici contribuiscono alla salvaguardia del territorio,  mantenendo vive le diversità culturali, in contrapposizione alla cultura dell’omologazione finalizzata all’esclusiva produzione di massa; con l’idea di valorizzare i nostri prodotti tradizionali e ribadirne l’importanza, l’associazione Gaetavola organizza questa manifestazione, perché mangiare è molto più che alimentarsi, perché il cibo è anche diffusione della cultura, sostegno al territorio e ai produttori locali, emozioni e piacere. Tutto ciò contribuisce a mantenere vivi i saperi e i sapori di cui sono custodi i territori e le tradizioni locali a loro legati.

I prodotti che presentiamo nella manifestazione, pertanto, sono espressione della filosofia  che punta alla valorizzazione  della diversità intesa come prodotti esclusivi di un territorio.

Novità di questa edizione le Ciammelle Elenesi dolce antico e misconosciuto, Gaetavola ritiene importante la valorizzazione dl questo dolciume in quanto parte delle nostre tradizioni gastronomiche nonchè del paesaggio sensoriale del nostro territorio.

La Tiella, le alici e l’oliva di Gaeta cibo e territorio, due giorni di festa per un mix di cultura, emozioni e piacere.

 

 

 

I Protagonisti:

 

La Tiella – Un cibo vincente

 

La tiella di Gaeta ha origini antiche e nasce da un luogo ricco di tradizioni gastronomiche, e da un territorio che produceva delle varietà notevoli di prodotti agricoli. Inoltre non possiamo trascurare certamente la posizione geografica, l’orografia e le opportunità provenienti da ricchi commerci e dal celeberrimo porto, oltre a essere stata Gaeta terra di confine e d’immigrazione per centinaia di anni.

 

Leggenda narra che a inventare la tiella fu il giovane Ferdinando IV di Borbone. Sovrano con abitudini molto popolari, amava stare in mezzo alle persone comuni, vestito di semplici indumenti, in modo da confondersi con il suo popolo. Fu così, che il giovane re un giorno, sotto mentite spoglie, girovagando nell’amato borgo di Gaeta vide una massaia che preparava l’impasto per il pane: stimolato dalla fame (…o dalla bella donna) la invitò a stendere la pasta sottile e di metterla in una teglia di rame, le fece aggiungere della scarola cotta che la massaia aveva pronta in una in una zuppiera sul tavolo, olio e olive di Gaeta, le fece stendere un altro disco di pasta per chiudere il tutto per poi poterla infornare.

 

In realtà la tiella ha una lunga storia. Infatti, la tiella nasce da una storia di emigrazione, da un incontro culturale e da contaminazioni linguistiche e gastronomiche.

Tutto ebbe inizio nel 1508, quando Ferdinando il Cattolico diede inizio con la somma di 100.000 ducati ai lavori di ampliamento delle fortificazioni della città con la costruzione di un nuovo fronte di terra, bastioni furono ultimati nel 1538 dall’Imperatore Carlo V.

Un lavoro imponente, durato circa 30 anni, quella che oggi definiremmo una “grande Opera”, che richiese numerosa manovalanza.

Furono reclutati oltre ai locali lavoratori provenienti da tutti i territori italici tra cui circa 500 scalpellini pugliesi per lavorare la pietra, elemento principale per la costruzione dei poderosi bastioni.

Molti di questi scalpellini, vista la durata temporale dei lavori, furono seguiti anche dalle loro famiglie, che si stabilirono nel borgo di Gaeta, creando così contaminazioni culturali e linguistiche. Tra le varie cose portate in questo viaggio sicuramente c’erano gli utensili da cucina tra cui la “tigella” caratteristica teglia di rame in cui ancor oggi in puglia viene fatta la torta di riso e cozze. Quando s’incontrano genti provenienti da luoghi diversi, forse è proprio il modo di cucinare che subisce le contaminazioni maggiori: infatti, è proprio in questo contesto, attraverso la fusione di questi due “mondi”, che nasce la tiella così come oggi la conosciamo.

 

La tiella rispetta pienamente le caratteristiche della dieta mediterranea, è preparata o con i prodotti della terra come cipolle, scarola , spinaci ecc o con i il pescato locale di pesce azzurro o con polpi, calamaretti ecc. Questa gustosa pietanza è altamente equilibrata, racchiudendo in se tutti i principi della piramide alimentare. infatti, è composta da carboidrati che forniscono l’energia necessaria per il funzionamento del nostro corpo, dalle verdure ricche di fibre, vitamine e sali minerali, e condita con olio extravergine e ricca, a secondo del ripieno, di pesce azzurro o di verdure; al contrario non contiene zuccheri né  grassi, se non quelli buoni contenuti nel pesce azzurro e nell’olio, ed ha un basso contenuto calorico  pur potendo corrispondere ad un pasto completo.

La differenza tra la tiella e le altre pizze ripiene sta nel fatto che il ripieno delle tielle di verdura  è preparato a freddo con l’uso di sale e una sapiente manipolazione. Questa tecnica fa si che le vitamine e i sali minerali non vengano dispersi con la bollitura. La tiella è un pietanza completa, compatta e  facilmente trasportabile, con un elevata conservabilità. Il prodotto, infatti, riesce a conservarsi almeno per tre giorni senza l’utilizzo del frigo.

 

L’Oliva

Allora Enea ,
alle navi si affretta ed i suoi rivede.
Poi, costeggiando, il corso suo rivolge
al porto di Gaeta e getta l’ancora:
ferme sul lido posano le navi.
(Eneide, libro VI, 1300-1304)

Quei marinai scorgono che piccoli frutti di colore verde cupo  galleggiano sulle onde del mare. Incuriositi li raccolgono e notano  che sono olive a loro già note, cadute da alberi piantati lungo la  costa e pendenti sul mare. Le mangiano e si accorgono che sono gustose al palato: l’acredine dell’oliva ed il salato del mare,  del quale sono impregnate, rendono il frutto saporito. Da qui, secondo la leggenda, è sorta la specialità dell’oliva di Gaeta in salamoia.
Anche in questo caso accanto alla leggenda vanno però evidenziate le peculiarità che hanno reso famoso questo prodotto: innanzitutto il microclima ideale del territorio d’origine, che gode da una parte dei benefici influssi del mare nel quale è proteso, e dall’altra dalla vicinanza dei Monti Aurunci che, abbastanza alti, proteggono dai freddi venti del nord. Ne deriva un piacevole clima estivo ed un inverno mite nel  quale l’ulivo ha trovato il suo habitat naturale; la storia della  città di Gaeta che ha contribuito alla diffusione dell’oliva nel  mondo, anche se attualmente è Itri il maggior produttore; infine i  benefici effetti sulla salute di questo prezioso alimento, diventato  un punto cardine della dieta mediterranea e sicuramente un punto cardine dei condimenti della tiella.

Le Alici

Le Alici salate altra antica tradizione Gaetana, e vera novità di questa edizione, nascono dall’esigenza di conservare a lungo questo saporito pesce azzurro tramite la conserva sotto sale.

Private della testa e delle interiora vengono conservate, dopo una apposita procedura, in vasi di coccio cilindrici, intervallate e mischiate a strati di sale.

Dopo circa 2 mesi sono pronte a essere diliscate e mangiate.

 

Il Tortano

 

Il Tortano è il dolce della tradizione pasquale di Gaeta, differisce da quello napoletano che è generalmente salato (Il Casatiello); originariamente la Pasqua era l’unico periodo dell’anno in cui veniva preparato, annunciando anche l’arrivo della primavera, quando, almeno una volta, secondo natura  le galline cominciavano a fare le uova, che sono il suo principale ingrediente. Della primavera porta visivamente anche i vividi colori: il giallo forte dell’impasto dato dai tuorli dell’uovo, il bianco del naspro, la glassa che lo ricopre fatta con albume e zucchero montati e il rosso e il verde delle decorazioni soprastanti  fatte di zucchero colorato con le essenze di fragola o kermes e menta, oggi spesso sostituite da confettini colorati.

 

Le Ciammelle

 

Le Ciammelle di Gaeta o Elenesi sono un dolce tipico del Borgo di Gaeta. Si presentano come delle pallette irregolari dal gusto genuino e sono composte da ingredienti semplici come farina, uova e olio extravergine di oliva. Sono ricoperte di naspro (glassa) di zucchero, cotte e profumate con una buccia di limone. Le ciammelle Elenesi devono il loro nome al borgo di Gaeta, che diventato comune autonomo dal 1897 al 1927 prese il nome di Elena, in onore della regina moglie del re Vittorio Emanuele  III.

L’origine di questo dolce pare sia da attribuire al Pasticciere Luigi Simeone, che le ha realizzate utilizzando una ricetta familiare tramandata di generazione in generazione fin dall’inizio dell’1800. La pasticceria Simeone era ubicata nel borgo di Gaeta, precisamente nella prima parte di via Indipendenza.

Le ciammelle erano il dolce, insieme ai tozzi, delle feste familiari.

Tale prodotto ben rappresenta la pasticceria semplice e sana di una Gaeta di altri tempi, ma purtroppo ad oggi è acquistabile solo in tre pasticcerie cittadine e spesso solo su ordinazione.

 

Il Follaro – dal IX sec ai nostri giorni

 

Dal IX al XII secolo il Ducato di Gaeta visse il suo periodo più felice sviluppandosi, nel momento di massima estensione territoriale, da Terracina fino al Garigliano ed alle isole Ponziane.

Il conio di monete, i Follari, fu sicuramente prova tangibile dell’indipendenza e dell’autonomia della città di Gaeta e ci testimonia la sua capacità commerciale, economica, politica e militare.

Il Follaro era prevalentemente usato per il mercato locale, mentre per i commerci esteri venivano utilizzate monete d’oro e d’argento ( monete bizantine, longobarde ecc. ).

Gaetavola ha utilizzato nelle sue manifestazioni, sin dal 2003, la riproduzione cartacea di questa antica moneta del ducato di Gaeta, un quadratino di carta che ha rappresentato il soldo di scambio per le degustazioni di tutti gli eventi dell’associazione, con lo scopo di contribuire a divulgare la storia della città.

Dal 2011 l’Associazione Gaetavola riproduce in metallo il Follaro fatto coniare in rame da Riccardo II dell’Aquila (1105-1111), con lo scopo di caratterizzare maggiormente le proprie manifestazioni e realizzare un “ponte” emotivo e specialmente tangibile con la storia della città.

Un Follaro vale 0,50 €cent.

 

 

IL PROGRAMMA:

 

Sabato 18 giugno

 

Ore 18,00

Apertura stand ed inizio degustazioni

 

Ore 18,30

La tiella in diretta

a cura delle massaie di Gaeta

 

Ore 19,00

Musica da gustare

DJ Set Livio Batosi

Vocalist Erasmo Lombardi Di Perna

 

Domenica 19 giugno

 

Ore 18,00

Apertura stand ed inizio degustazioni

 

Ore 18,30

La tiella in diretta

a cura delle massaie di Gaeta

 

Ore 19,00

Musica da gustare

DJ Set Livio Batosi

Vocalist Erasmo Lombardi Di Perna

 

 

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